Essere LGBT+ e… <span class="bsf-rt-reading-time"><span class="bsf-rt-display-label" prefix="⌚ Tempo di lettura"></span> <span class="bsf-rt-display-time" reading_time="2"></span> <span class="bsf-rt-display-postfix" postfix="minuti"></span></span><!-- .bsf-rt-reading-time -->

lgbt+ malati cronici
APPROFONDIMENTI E RICERCHE

Essere LGBT+ e…

Parliamo dell’essere LGBT+ e malati cronici, ma non solo

Quando si parla di persone LGBT+, spesso se ne parla come se le stesse non avessero nessun’altra caratteristica se non quella di essere LGBT+.

Questo è risultato e conseguenza anche del fatto che la società vede le persone LGBT+ come qualcosa di distante e monodimensionale, e quando una persona si trova davanti qualcuno che appartiene ad un altro sottogruppo, ne dà per scontate l’eterosessualità e l’identità di genere.

Vengono così ignorate le difficoltà di molte persone LGBT+ che appartengono a più minoranze o vivono altre vulnerabilità. L’intersezione che più banalmente potremmo usare come esempio è l’essere LGBT+ e di colore. Essere LGBT+ e immigrati. O anche all’interno della sigla stessa, essere transgender e omosessuali. Tra le molte intersezioni che vengono sottovalutate e ignorate c’è quella tra l’essere LGBT+ e malati cronici. Per cercare di indagare questa delicata intersezione è nato il progetto di ricerca Chroniqueers di Mara Pieri.

Perché è importante parlarne?

Le persone LGBT+ hanno spesso difficoltà nella maggior parte dei contesti di vita, per via di pregiudizi e discriminazioni. Tali problematiche non possono che essere ostacoli ancora più grandi per chi deve convivere con una malattia cronica.

Come racconta anche l’autrice del progetto, le persone che soffrono di malattie croniche sono costrette ad avere rapporti stretti e costanti col contesto medico. Ma essere LGBT+ significa che anche nel contesto medico ci si trova di fronte a ostacoli, per esempio barriere nell’accesso alle cure e nel ricevere l’assistenza di qualità che ogni singola persona avrebbe diritto a ricevere.

Questa è d’altronde una difficoltà che anche le persone che sono “solo” transgender si trovano ad affrontare qualora abbiano bisogno di transizionare, e così anche le persone intersessuali.

È in questo modo che, come visto dai dati raccolti nelle interviste di Chroniqueers, le persone LGBT+ e malate croniche (o con malattie croniche, se non identificano la malattia come esperienza identitaria) si trovano ad aver paura nel condividere il proprio orientamento o identità di genere col personale medico per paura di ricevere un trattamento diverso.

Tale paura trova riscontro nel trattamento di molte persone che, proprio in virtù della loro identità LGBT+, sono state discriminate. Alcuni esempi di tali discriminazioni sono l’uso di termini dispregiativi e una visione patologizzante di orientamento non eterosessuale e identità di genere non conforme al sesso di nascita.

Esperienze del genere non dovrebbero più esistere, eppure sono ancora comuni, e fanno sentire le persone LGBT+ con malattie croniche come se non avessero nessuno a cui rivolgersi, in una situazione che richiederebbe invece particolare empatia e conoscenza da parte del personale sanitario.

Leave your thought here

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Il contenuto è protetto.
it_ITItalian