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Polonia e omofobia. Riconfermato il presidente conservatore Duda

17 Luglio 2020Categoria: Rubrica Psy.LGBT Re.Post
Polonia e omofobia. Riconfermato il presidente conservatore Duda

Andrzej Duda, noto per l’omofobia delle sue posizioni, vince per un pugno di voti

La maggioranza della popolazione in Polonia ha votato e rinconfermato il presidente Andrzej Duda, che ha vinto per un soffio. Duda ha infatti ottenuto il 51,21% di voti al ballottaggio, seguito a breve distanza da Rafal Trzaskowski con il 48,79%. Per la comunità LGBT+ polacca si profilano dunque altri anni pregni di omofobia.

Il presidente è noto per la sua difesa dei cosiddetti valori tradizionali, dell’orgoglio nazionale e della fede cristiana. Durante la sua campagna elettorale ha enfatizzato la “difesa” della famiglia tradizionale, ovvero la non accettazione degli altri tipi di famiglia.

Duda ha più volte espresso i suoi pregiudizi verso la comunità LGBT+, dicendo anche “LGBT non sono persone, sono un’ideologia”. Ideologia che lui definisce “più distruttiva del comunismo”. Ma non solo. Si è anche impegnato con gli elettori a continuare a impedire matrimonio egualitario, adozione da parte di coppie omogenitoriali e l’insegnamento di temi LGBT+ nelle scuole.

Le conseguenze delle posizioni anti-LGBT+

Proprio grazie alla presenza di un governo così apertamente omofobo, varie aree della Polonia sono state dichiarate dai loro rappresentati politici come zone “LGBT free”, ovvero zone in cui persone e “ideologia” LGBT+ non sono le benvenute.

Secondo i dati di giugno 2020, i comuni che si sono dichiarati liberi da “ideologia” LGBT+ sono all’incirca 100 e coprono un terzo del territorio polacco. Tale dichiarazione è comunque simbolica, in quanto non ci sono leggi che possano essere imposte in tal senso.

Nonostante la dichiarazione di zone “LGBT free” sia simbolica, il pregiudizio associato a tale gesto è però reale. Secondo gli attivisti polacchi infatti, queste dichiarazioni servono a stigmatizzare le persone LGBT+. Posizioni politiche di questo tipo fanno sentire le persone giustificate nei propri preconcetti e nei propri atteggiamenti escludenti.

Purtroppo, quello che sta succedendo in Polonia non è così raro. Ancora oggi possiamo vedere posizioni e norme anti-LGBT+ in molti paesi, per fare un esempio tra i tanti la legge contro “la propaganda gay” passata nel 2013 in Russia.

Fonte: Globalist

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