Vita di coppia omosessuale

La vita di coppia è per tutt*?

Instaurare relazioni (affettive, romantiche, sessuali, platoniche, etc.) è per molti un bisogno primario, che trova le sue basi nell’attaccamento infantile che il bambino sviluppa verso le persone che si prendono cura di lui, per ricavarne protezione e cure. Non è, però, un bisogno fondamentale per tutt*: basti pensare alle persone asessuali, che non provano attrazione erotica verso nessun genere, o quelle aromantiche, che non provano attrazione romantica. Se, nell’immaginario comune, risulta facile pensare alle relazioni eterosessuali, al contrario quelle affettive e sessuali delle persone LGBT+ risentono di radicati stereotipi. Immaginiamo, per esempio ad una coppia di uomini omosessuali: spesso si pensa che non desiderino legami duraturi, ma siano interessati solo a relazioni prevalentemente sessuali a breve termine, inclini al tradimentoSebbene ciò può essere reale per alcuni uomini omosessuali, non si può credere, come spesso si fa, che sia sempre così: questo è spesso uno stereotipo che può condizionare negativamente i loro vissuti relazionali. Infatti, non si può invalidare, come spesso si fa, l’esistenza di un’altra grande parte di persone: coppie omosessuali stabili e di lunga durata

 

Le relazioni omosessuali di lunga durata sono “atipiche”?

Le coppie omosessuali, in realtà, vivono la grande maggioranza delle dinamiche relazionali di qualunque altra. Ciò che è diverso è che fanno parte di una minoranza e purtroppo si trovano a dover fare i conti con diverse discriminazioni omofobiche e il conseguente stress: anche per questo motivo, portare avanti una relazione omosessuale può essere più complesso del previsto. I pregiudizi e gli stereotipi verso le coppie omosessuali maschili esistono, e nascono, ad esempio, da una “difficoltà” che la maggior parte delle persone riscontra nel pensare alla divisione di ruoli all’interno di una coppia omosessuale. Purtroppo la nostra società non offre dei modelli di riferimento, degli esempi di coppia omosessuale, dei ruoli di genere specifici in cui identificarsi in quanto omosessuali in coppia stabile. Sebbene i ruoli di genere e sessuali rischino spesso di diventare una gabbia relazionale, possono essere “nella giusta misura” utili a costruire un senso dell’identità individuale e relazionale solido. La mancanza di una netta divisione di ruoli e di modelli è quindi fonte di confusione e incertezza, sia per chi osserva le coppie omosessuali dall’esterno ma anche per queste stesse coppie che potrebbero identificarsi in quello che è il pregiudizio comune: “le coppie omosessuali maschili non dureranno”. Questo, insieme ad altri fattori negativi, tra cui ad esempio lo scarso supporto sociale che spesso le coppie omosessuali ricevono dalle rispettive famiglie di origine, contribuisce enormemente a creare un notevole stress.  

 

Un viaggio in canoa

Le relazioni sentimentali sono per definizione complesse da gestire: si deve continuamente cercare di capire i bisogni del partner senza però trascurare i propri; si deve gestire insieme la quotidianità in tutti i suoi aspetti, e trovare punti di accordo sui punti di divergenza (riguardo a qualunque cosa: interessi, hobby, amicizie, famiglie di origine, figli, etc.). Nel momento in cui a questa complessità (di base) si somma il minority stress, lo scarso supporto sociale a cui possono essere soggette le coppie omosessuali e le discriminazioni ancora troppo diffuse è chiaro come l’impegno da investire per “far funzionare” la relazione omosessuale sia notevolmente più alto di qualunque coppia eterosessuale. Pensando alla propria esperienza, sarà capitato a tutti in periodi particolarmente stressanti di riversare il proprio nervosismo sulle persone più vicine, spessissimo sul partner. Se la “causa” dello stress è la relazione stessa, non perché non funzioni in sé, ma perché forze esterne interferiscono al suo normale equilibrio, è chiaro come la difficoltà sia notevole. Se volessimo immaginare le relazioni come una navigazione in canoa possiamo immaginare le discriminazioni a cui sono soggette le coppie omosessuali come delle onde particolarmente insidiose: alcune coppie hanno in sé la forza per continuare a remare insieme e sincronizzati, ma in altre coppie potrebbe accadere che uno o entrambi i rematori, estenuati, decidano di abbandonare la canoa proseguendo il viaggio a nuoto, ognuno per la sua via.

 

Una prospettiva positiva sulla vita di coppia omosessuale

Per non farsi travolgere dalle onde e dalle difficoltà quotidiane, per non abbandonare la canoa, è molto importante che la coppia trovi un suo equilibrio. Come fare? Non può esistere, chiaramente, una “ricetta universale”: ogni coppia è unica nel suo genere e deve trovare in sé stessa gli elementi che permettono una stabilità. Prima di tutto, è importante riconoscere l’esistenza dei ruoli di genere e comprendere se e come stanno influenzando le nostre stesse credenze sulla durata della relazione. Inoltre, proprio come i viaggiatori in canoa, è molto importante sincronizzarsi ciascuno al ritmo dell’altro, remare più forte quando vediamo che il partner è troppo stanco e concederci un po’ di riposo quando noi ne abbiamo bisogno, forti del fatto che il nostro compagno non ci farà affogare. Sapere, infatti, che il partner è lì a sostenerci nei momenti di difficoltà è un elemento irrinunciabile per trovare quell’equilibrio e quella serenità che permette a ciascuna coppia di affrontare anche le tempeste più difficili.

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