Famiglie omogenitoriali

Famiglia “tradizionale” e famiglie “moderne”? 

La famosissima serie americana “Modern Family” racconta le vicende di una famiglia che racchiude in tre nuclei familiari molte forme di quelle che oggi vengono definite, appunto, “famiglie moderne”. Jay, padre capofamiglia di mezza età si unisce nelle sue seconde nozze a una donna colombiana molto più giovane di lui, con un figlio adolescente (famiglia ricomposta e multietnica); i suoi figli avuti dal primo matrimonio (famiglia separata) hanno a loro volta le loro famiglie: Claire ha una famiglia “tradizionale”, quindi un marito e tre figli; Mitchell invece ha a sua volta una famiglia moderna, è infatti sposato con il suo compagno Cam e nel corso della serie adottano la loro bambina Lily (famiglia omogenitoriale e adottiva). La serie è notoriamente comica, è infatti una parodia di quelle che sono le così dette famiglie moderne, ma basta guardarne alcune puntate che ci si rende conto di come, le dinamiche delle famiglie moderne sono spesso sovrapponibili a quelle di una famiglia tradizionale. Inoltre, oggi, non ha più molto senso parlare di “famiglia tradizionale” e prenderla a modello, poiché questa è nettamente in minoranza numerica rispetto a tutti gli altri tipi di famiglia. Oltre le famiglie ricomposte, omogenitoriali, adottive, multietniche, non bisogna dimenticare le famiglie monogenitoriali (con un solo genitore, per scelta o per necessità, ad esempio a seguito di lutti o divorzi difficili) e le famiglie con figli nati con PMA cioè metodi di procreazione medicalmente assistita. Tutte queste famiglie sono state studiate dalla ricerca scientifica e psicologica per dimostrare che non ha senso considerare famiglie di serie A e famiglie di serie B e in particolare per evidenziare come il benessere dei figli non dipende dalla configurazione familiare ma dalla capacità del nucleo familiare di soddisfare i bisogni basilari e di assolvere efficacemente al compito genitoriale

 

Famiglie omogenitoriali: un punto di vista legale 

Per famiglie omogenitoriali, come quella di Mitch, Cam e Lily, si intende un nucleo familiare in cui i genitori siano una coppia omosessuale che si prende cura di figli sia nati da precedenti relazioni eterosessuali, sia nati da progetti di PMA o progetti adottivi a cui la coppia ricorreIn Italia, purtroppo, non esiste alcuna legge che regolamenti e tuteli la genitorialità di una coppia omosessuale. Nel nostro paese è legalmente riconosciuto come genitore solo il genitore biologico del bambino; il cosiddetto “genitore elettivo” per la legge semplicemente non esiste. Chiaramente, questa situazione porta a delle conseguenze psicologiche importantissime per le famiglie omogenitoriali presenti in Italia: la percezione di essere invisibili, discriminati e non esistere come famiglia. Inoltre, i figli di coppie omogenitoriali non vedono riconosciuti dalla legge entrambi i genitori, che ovviamente riconoscono ad un livello affettivo: questa non è una tutela legale del bambino. Infatti, un bambino che nasce e cresce in una famiglia con due genitori dello stesso sesso, ovviamente, non percepisce uno scarto, una differenza, tra il genitore biologico e il genitore elettivo, sono entrambi suoi genitori allo stesso modo. Come si può sentire un bambino che, banalmente, non può far firmare le autorizzazioni per le gite scolastiche da uno dei suoi due papà o da una delle sue due mamme (perché non è riconosciuto legalmente né come tutore né come genitore)? Inoltre, come si possono sentire i genitori? E come possono spiegare al figlio il perché della situazione e dei sentimenti che ne derivano? Il senso di frustrazione è spesso molto forte e ancor prima la paura di tutte le difficoltà e i sentimenti negativi può seriamente mettere in discussione la scelta di una coppia omosessuale di avere un figlio, scelta che per forza di cose diventa “sofferta”. Tutto ciò è profondamente ingiusto, per fortuna in Italia ci sono alcune associazioni che si battono per la tutela dei diritti di queste famiglie e di questi bambini, come ad esempio “Rete Lenford”, associazione di avvocatura per i diritti LGBT, o “Associazione famiglie arcobaleno”. Non è impossibile, infatti, far riconoscere legalmente la genitorialità anche al genitore elettivo, ma bisogna intraprendere dei procedimenti legali molto lunghi, stressanti e onerosi. 

 

Famiglie omogenitoriali: un punto di vista sociale

Come se non bastasse il peso dato dalla situazione legale che le famiglie arcobaleno devono portare, a questo si aggiunge spesso un peso sociale. Gli altri tipi di “famiglie moderne”, infatti, sono estremamente meno giudicate e discriminate dalla società rispetto alle famiglie omogenitoriali. Spesso i ricercatori hanno ipotizzato il motivo di ciò: sicuramente un grande contributo è dato dalla situazione legislativa: se qualcosa, per la legge, non esiste i cittadini inevitabilmente e inconsapevolmente si sentiranno legittimati a non rispettarla, a discriminarla quando vi si trovano di fronte. Ad esempio, lo si può notare in gesti ordinari, quotidiani, come lo stupore che i genitori dei compagni di scuola dei figli di genitori omosessuali mostrano nel sapere che quel bambino ha due papà o due mamme. Il problema è, chiaramente, culturale. Il tabù, inoltre, si autoalimenta: le coppie omosessuali quando diventano genitori sono spesso molto angosciate nel pensare alle discriminazioni in cui potrebbero incorrere i figli, quindi cercano più possibile di proteggerli. Un esempio potrebbe essere quello di ricercare degli “ambienti protetti”; come iscrivere i figli in scuole private, dove il livello socio-economico e culturale si presuppone essere più elevato. Ovviamente non è sempre così: anche nelle situazioni presunte più sicure potrebbero manifestarsi episodi di discriminazione. Proteggere i propri figli da un mondo giudicante è naturale per un genitore che non vuole che passi le stesse sofferenze che ha passato lui/lei; tuttavia, guardiamo al giorno in cui non sarà più necessario, cioè quello in cui non si verrà più discriminati per una qualsiasi diversità in ambito sessuale.